Zannier: inaccettabile la riduzione delle giornate di pesca

"Il Distretto di Pesca del Nord Adriaticoesprime grandissima preoccupazione per il perseguimento da partedell'Unione europea di politiche mirate alla riduzione dellosforzo di pesca consentito di almeno il 15 per cento nell'ambitodel Piano di gestione del Mediterraneo occidentale. L'eventualeapplicazione di tale misura risulta completamente avuls...
 |  Redazione de il Meridiano  |  Politica

"Il Distretto di Pesca del Nord Adriatico
esprime grandissima preoccupazione per il perseguimento da parte
dell'Unione europea di politiche mirate alla riduzione dello
sforzo di pesca consentito di almeno il 15 per cento nell'ambito
del Piano di gestione del Mediterraneo occidentale. L'eventuale
applicazione di tale misura risulta completamente avulsa dalla
realtà dell'Adriatico settentrionale e dal drammatico contesto in
cui si trovano ad operare le imprese di pesca di Veneto, Emilia
Romagna e Friuli Venezia Giulia".

Lo afferma l'assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano
Zannier, commentando la notizia della proposta da parte
dell'Unione europea di ridurre ulteriormente il plafond di
giornate a disposizione delle imbarcazioni italiane per la pesca
a strascico nel 2022.

"Nel 2019 e nel 2020 - ricorda Zannier - i Piani di gestione
relativi alla GSA [Subarea geografica] 17 'Mar Adriatico
centro-settentrionale' e alla GSA 18 'Mar Adriatico meridionale'
avevano previsto una riduzione dello sforzo di pesca del 10 per
cento, misura accettata responsabilmente dalle marinerie
italiane".

"L'eventuale ulteriore riduzione ora proposta - osserva
l'assessore - risulta del tutto inaccettabile, sia per le
modalità con cui tale proposta viene avanzata sia per il periodo
drammatico che le imprese di pesca stanno vivendo a causa della
fortissima contrazione dei consumi legata all'emergenza sanitaria
in atto".

"Va ricordato che lo scorso 23 aprile 2021, il Comitato di
Gestione del Distretto di pesca del Nord Adriatico, composto
dagli Assessori alla Pesca del Friuli Venezia Giulia, del Veneto
e dell'Emilia-Romagna, aveva formalmente approvato un documento
sulla grave situazione venutasi a creare, chiedendo al Ministro
per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali - conclude
Zannier - di farsi parte attiva per salvaguardare la specificità
delle imprese di pesca dell'Adriatico centro-settentrionale".



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