Referendum sulla giustizia, a Trieste un appuntamento per informare i cittadini
Venerdì 13 marzo alle ore 18.30, a Trieste, in via Fabio Severo 14, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Un Sì per un’Italia migliore”, un momento di confronto e approfondimento dedicato ai prossimi referendum sulla giustizia.
L’appuntamento sarà l’occasione per spiegare ai cittadini il contenuto dei quesiti referendari e le ragioni del voto…
| Redazione | Politica

Venerdì 13 marzo alle ore 18.30, a Trieste, in via Fabio Severo 14, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Un Sì per un’Italia migliore”, un momento di confronto e approfondimento dedicato ai prossimi referendum sulla giustizia.
L’appuntamento sarà l’occasione per spiegare ai cittadini il contenuto dei quesiti referendari e le ragioni del voto, in vista della consultazione che si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Interverranno Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Paolo Polidori, Segretario provinciale della Lega di Trieste, l’On. Ingrid Bisa, deputata e componente della Commissione Giustizia, e l’Avvocato Giovanni Di Lullo, della Camera Penale di Trieste.
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e nasce con l’obiettivo di offrire informazioni chiare e la possibilità di porre domande, affinché ogni elettore possa maturare una scelta consapevole su un tema fondamentale come il funzionamento della giustizia nel nostro Paese.
Il referendum riguarda una riforma considerata essenziale per l’attuazione di uno dei principi cardine della nostra Costituzione: la piena terzietà del giudice. Si tratta di un cambiamento di grande portata anche sul piano culturale, perché mira a rafforzare la distinzione tra la parte chiamata a sostenere l’accusa e quella chiamata a giudicare.
Oggi, infatti, pubblico ministero e giudice appartengono allo stesso ordine, condividono percorsi di accesso, formazione e carriera. Questa vicinanza può determinare una naturale sintonia professionale. La riforma, invece puntualizza l'avv. Di Lullo, punta a realizzare una più netta separazione dei ruoli, rafforzando la dualità tra chi chiede giustizia e chi è chiamato a valutarla in modo imparziale.
In questo modo il cittadino potrà trovarsi di fronte a un giudice sempre più chiaramente collocato nel ruolo di garante dell’equilibrio tra le parti, chiamato a verificare la fondatezza delle tesi dell’accusa e della difesa, senza essere accomunato al pubblico ministero da un medesimo percorso professionale o da una naturale prossimità istituzionale.
È importante ricordare che si tratta di un referendum confermativo, per il quale non è previsto il quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Proprio per questo la partecipazione assume un valore ancora più significativo. Ogni voto espresso contribuirà direttamente a determinare l’esito della consultazione e il futuro delle norme oggetto di referendum.
Il voto referendario rappresenta uno degli strumenti più diretti di partecipazione democratica. Informarsi, comprendere i quesiti e recarsi alle urne significa esercitare pienamente il proprio diritto di cittadinanza e contribuire in modo responsabile alle scelte che riguardano il sistema della giustizia e l’equilibrio delle istituzioni.
L’invito è quindi rivolto a tutti i cittadini di Trieste e del territorio a partecipare all’incontro di venerdì sera, per approfondire i temi del referendum e arrivare al voto con piena consapevolezza e senso civico.
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