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Sequestro prodotti alimentari senza etichettatura conforme: la Polizia Locale li devolve in beneficenza

Un controllo commerciale si trasforma in un gesto concreto di aiuto verso i più bisognosi. Il Nucleo di Polizia Commerciale della Polizia Locale di Trieste ha completato la confisca e la successiva consegna a titolo gratuito di oltre 127 prodotti alimentari di prima necessità ad un ente benefico cittadino, come previsto dell’ICQRF (Ispettorato ce…
 |  Denis Locoselli  |  Cronaca

Un controllo commerciale si trasforma in un gesto concreto di aiuto verso i più bisognosi.

Il Nucleo di Polizia Commerciale della Polizia Locale di Trieste ha completato la confisca e la successiva consegna a titolo gratuito di oltre 127 prodotti alimentari di prima necessità ad un ente benefico cittadino, come previsto dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) Italia Nord Est.

“L’operazione - racconta l’assessore alla Sicurezza Caterina de Gavardo - nasce dai controlli periodici che il nostro Nucleo di Polizia Commerciale, 10 operatori altamente formati, effettuano regolarmente con l'obiettivo di tutelare i consumatori".

In particolare, presso un esercizio commerciale cittadino, gli agenti avevano accertato la violazione al Regolamento Europeo n. 1169 del 2011 sulla trasparenza delle informazioni ai consumatori: la merce posta in vendita, infatti, era priva di etichettatura in lingua italiana, requisito fondamentale previsto dalla legge per garantire la comprensibilità di ingredienti, la modalità di conservazione e la presenza di allergeni a chi acquista.

A fronte della violazione, gli agenti hanno proceduto al sequestro cautelare degli alimenti. Poiché il titolare dell'esercizio non è stato in grado di ottemperare all’obbligo di rietichettatura conforme, la procedura ha portato alla confisca definitiva della merce, non potendo quest’ultima rimanere in commercio. Tuttavia, l’assenza di un’etichetta in lingua italiana non ha scalfito la qualità sostanziale degli alimenti i quali, a seguito delle opportune verifiche, sono risultati perfettamente idonei e sicuri per il consumo.

Anziché finire al macero - evitando così un ingiustificato spreco alimentare - la merce è stata recuperata e consegnata ai Frati Cappuccini in Montuzza, per impiegarla nelle proprie attività quotidiane di sostegno alle famiglie e alle persone in condizione di fragilità economica sul territorio triestino.

Un gesto concreto di solidarietà che dimostra l’attenzione del Nucleo Commercio non solo per il rispetto delle Norme, ma anche per il sostegno e la vicinanza ai più bisognosi ed al tessuto sociale della città.

(C.S.)

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