CINQUE GIORNI SULLA CARTA, VENTITRÉ SENZA UN INTERVENTO. E L'ORA D'ARIA COSTA CINQUANTA EURO

L'avviso appeso in via Montasio 37 prometteva cinque giorni lavorativi per il ricambio: l'ascensore è tornato a funzionare dopo oltre un mese, con una famiglia e un bambino disabile bloccati in casa per settimane. Al civico 45 l'impianto è fermo dal 17 agosto e ad oggi nessuna riparazione è stata effettuata: tre persone invalide sono prigioniere nella propria abitazione. L'unica alternativa proposta è un montascale a pagamento che la redazione ha verificato costare cinquanta euro a uscita. Una pensione di invalidità civile al cento per cento vale 340 euro al mese: dieci uscite ne costerebbero cinquecento. E oggi il montascale non funziona nemmeno. Il Comitato Quartiere di Altura ha scritto al Direttore Generale di ATER.
Inchiesta de Il Meridiano di Trieste e Gorizia
═══════════════════════
Porta la data di oggi, 9 settembre 2026, ed è indirizzata al Direttore Generale di ATER Trieste, in Piazza dei Foraggi 6. La firma Massimiliano Bracco, portavoce del Comitato Quartiere di Altura. Oggetto: gravissima situazione ascensori in via Montasio, civici 37 e 45.
È una lettera aperta, quindi un atto pubblico. E dice due cose.
La prima riguarda il civico 37, dove l'ascensore è stato finalmente riparato dopo oltre un mese di fermo. Bracco lo definisce un ritardo inaccettabile, che ha creato disagi gravissimi a tutti i residenti, fra i quali una famiglia con un bambino disabile costretto a rimanere bloccato in casa per settimane.
Su questo punto abbiamo un riscontro documentale, ed è impietoso. È l'avviso che pubblichiamo in fotografia, affisso nell'androne del 37 dalla ditta manutentrice Tecno Ascensori Roma S.r.l. Comunica il fuori servizio per guasto tecnico e quantifica per iscritto i tempi: circa cinque giorni lavorativi per il reperimento e la consegna dei ricambi, cui si aggiungono alcuni giorni per l'installazione e i controlli di sicurezza. La data prevista di ritorno in funzione è scritta a mano in fondo alla riga: 19 agosto 2026.
Cinque giorni. Ne sono passati più di trenta. Nessuno, in quelle settimane, è tornato ad aggiornare il foglio appeso in androne, e nessuno ha spiegato ai residenti cosa fosse successo alla promessa scritta sul muro del loro condominio.
La seconda parte della lettera riguarda il civico 45, ed è quella che rende questa vicenda diversa da una normale segnalazione di disservizio.
L'ascensore, scrive il Comitato, risulta ancora fuori servizio dal 17 agosto. Oggi sono ventitré giorni. E ad oggi nessun intervento di riparazione è stato effettuato.
Non un cantiere lento. Non un ricambio in arrivo. Nessun intervento.
In quello stabile, prosegue la lettera, la proposta rivolta ai residenti in alternativa è stata un servizio di montascale a pagamento. Bracco la definisce una soluzione assurda e del tutto inaccettabile, che di fatto condanna tre persone invalide a rimanere prigioniere nella propria abitazione, senza alcuna possibilità di uscire liberamente. E aggiunge una frase che è il cuore di tutto: i cittadini pagano regolarmente quote e oneri e hanno diritto a servizi essenziali garantiti e gratuiti, soprattutto quando in gioco ci sono la salute, l'autonomia e la dignità delle persone più fragili.
Il Comitato chiede ad ATER Trieste due cose. L'intervento immediato per la riparazione dell'ascensore del civico 45. E l'attivazione gratuita di ogni soluzione alternativa fino a lavori ultimati. La lettera si chiude segnalando che i residenti non sono disposti ad aspettare oltre né a subire ulteriori disagi e umiliazioni, e chiedendo un riscontro urgente.
═══════════════════════
QUANTO COSTA USCIRE DI CASA
La lettera parla di montascale a pagamento ma non ne indica il prezzo. Lo abbiamo verificato noi.
Il servizio sostitutivo è quello indicato nell'avviso affisso al civico 37, prenotabile a un recapito telefonico che fa capo alla Cooperativa Amico. La redazione ha chiamato: con operatore, il costo è di cinquanta euro per la discesa e la risalita.
Poi abbiamo richiamato, questa mattina. E ci è stato confermato che al momento i montascale sono guasti.
Vale la pena fermarsi su questo passaggio.
Un cittadino disabile che vive in una casa pubblica si trova con l'ascensore rotto da tre settimane. Gli viene indicata una soluzione a pagamento, interamente a suo carico, che costa cinquanta euro ogni volta che vuole mettere il naso fuori di casa. E oggi nemmeno quella funziona.
Non stiamo più discutendo di quanto costi uscire di casa. Stiamo discutendo del fatto che, in questo momento, per le tre persone invalide di via Montasio 45 uscire di casa non è possibile a nessun prezzo.
Abbiamo formalmente richiesto via mail alla ditta noleggiatrice il tariffario completo del servizio, e ne daremo conto.
═══════════════════════
IL CONTO, PER QUANDO IL MONTASCALE FUNZIONERÀ
Vale comunque la pena farlo, perché descrive la normalità a cui ci si sta abituando.
Una persona con invalidità civile riconosciuta al cento per cento percepisce nel 2026 una pensione di inabilità di 340,71 euro al mese, per tredici mensilità. Se le è stata riconosciuta anche la non autosufficienza, si aggiunge l'indennità di accompagnamento, 552,57 euro mensili. Nel primo caso il reddito è di 340 euro al mese. Nel secondo di 893.
Uscire dieci volte in un mese, una ogni tre giorni, costa cinquecento euro.
Nel primo caso è più dell'intero reddito: non basterebbe nemmeno rinunciando a mangiare, a pagare l'affitto e le bollette. Nel secondo se ne porta via il cinquantasei per cento.
Ridotto a una sola uscita a settimana, sono duecento euro al mese. Ridotto a una sola uscita al mese, cinquanta euro. Un permesso mensile, autofinanziato, per chi non ha commesso alcun reato se non quello di abitare a un piano alto di una casa popolare.
Nel frattempo, come scrive il Comitato, quelle persone quote e oneri li pagano regolarmente. E dentro quegli oneri c'è la manutenzione dell'ascensore.
═══════════════════════
COSA DICE IL BILANCIO
Abbiamo pubblicato nei giorni scorsi l'analisi delle 141 pagine del bilancio ATER al 31 dicembre 2025. Ne richiamiamo i passaggi che oggi diventano incandescenti.
Nel 2025 ATER ha speso in manutenzione ordinaria 10,5 milioni di euro, il valore più alto degli ultimi undici anni. Ma alla voce che comprende impianti di riscaldamento e ascensori sono andati 770 mila euro. Nel 2015 erano 2,61 milioni. Meno settanta per cento in dieci anni.
Nel passivo, il Fondo per manutenzioni beni immobili contiene 9.924.345 euro. Nel 2025 non ne è stato utilizzato un solo euro, mentre ne sono stati accantonati altri 780 mila.
Dei cantieri aperti al 31 dicembre 2025, circa 6,5 milioni di euro di lavori non hanno registrato alcun avanzamento in dodici mesi.
Su 10.177 richieste di intervento pervenute nel 2025, gli ordini di lavoro emessi sono stati 3.607. Una su tre.
Va detto, per correttezza, che proprio nel 2025 ATER ha bandito una procedura aperta per un accordo quadro in quattro lotti dedicato agli impianti elevatori. Il che rende la domanda più stringente, non meno: se esiste un accordo quadro attivo, come si arriva a ventitré giorni senza che venga effettuato alcun intervento?
═══════════════════════
DI CHI NON È LA COLPA
Vogliamo essere chiarissimi, perché non cerchiamo un colpevole ma una soluzione.
La Cooperativa Amico non ha responsabilità. Fornisce un servizio, e un servizio costa: qualcuno lo deve pagare. Il problema non è che il montascale costi cinquanta euro. Il problema è chi li tira fuori, e il problema di oggi è che il montascale non c'è.
Tecno Ascensori ha fatto una cosa in più rispetto al minimo: ha segnalato ai residenti l'esistenza di un servizio sostitutivo. È diligenza, non malafede.
E non crediamo che dentro ATER qualcuno abbia deciso a tavolino che un disabile debba pagarsi l'uscita di casa. Sappiamo che la struttura è sotto organico, che i canoni sono fissati per legge e nel 2025 sono calati di 1,1 milioni, che due terzi della manutenzione ordinaria li paga la Regione e non gli affitti, che l'Azienda ha chiuso il bilancio con un utile di 5.888 euro su 33,6 milioni di ricavi. Non esistono i miracoli e nulla si risolve schioccando le dita.
Ma il fatto resta. Nel momento in cui l'impianto si ferma, il costo della soluzione ricade sull'anello più fragile della catena. Non sull'ente, non sul manutentore, non sul sistema. Sulla persona invalida al piano alto.
Passi l'erba alta. Passi che le pulizie non siano eccellenti. Passi il muretto scrostato: sono questioni di decoro, e sul decoro si discute di priorità e di bilanci.
Non può passare che l'inefficienza di un impianto trasformi il domicilio di una persona in una prigione, con l'unica alternativa di pagarsi l'uscita di tasca propria. E non può passare, in nessun modo, che dopo ventitré giorni non sia stato effettuato alcun intervento.
Questa non è una questione di manutenzione. È una questione di diritti.
═══════════════════════
IL CORTOCIRCUITO TRA IL DIRE E IL FARE
Nelle ultime settimane la redazione de Il Meridiano ha intervistato numerosi esponenti politici triestini. Le parole disabilità, inclusione, fragilità, presa in carico sono state pronunciate spesso, da tutte le parti, e con evidente sincerità.
Ora chiediamo che diventino un fatto.
Perché tra il dire e il fare, in questa vicenda, il cortocircuito si misura in ventitré giorni senza un intervento e in un montascale rotto. Si parla di inclusione come missione, e la traduzione pratica, per chi la vive ogni mattina, è un foglio appeso in androne che dice in sostanza: arrangiati.
Questo scarto fra i proclami e la realtà sarà d'ora in avanti un punto fisso del nostro lavoro. Non per polemica, ma perché è esattamente lì che si misura se una politica sociale esiste davvero o è soltanto un'intenzione ben scritta.
Ci rivolgiamo all'assessore alle Politiche Sociali e al Welfare del Comune di Trieste, Massimo Tognolli, e gli chiediamo di praticare la filosofia del noi su un caso concreto e in corso. Sappiamo che ATER è ente regionale e che il Comune non ne ha la vigilanza diretta: proprio per questo non chiediamo un ordine, chiediamo una domanda. Chiedere come sia possibile che nel 2026, in uno stabile pubblico sul territorio del Comune di Trieste, tre persone invalide siano bloccate in casa da ventitré giorni. E, se la risposta non convince, portarla dove va portata.
Gli strumenti esistono. Esiste il fondo per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Esistono i servizi comunali di trasporto sociale. Esiste la possibilità che il costo del servizio sostitutivo gravi su chi gestisce l'immobile e non sul residente: è esattamente ciò che il Comitato Quartiere di Altura ha chiesto per iscritto. Nessuno di questi strumenti risolve il problema alla radice. Tutti sono meglio dello scaricabarile.
═══════════════════════
LE DOMANDE ALL'ATER
Rinnoviamo all'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale di Trieste la richiesta di un incontro pubblico, con l'impegno a pubblicare integralmente le risposte. Nel frattempo chiediamo che a queste domande si risponda subito.
Uno. Perché in ventitré giorni non è stato effettuato alcun intervento di riparazione sull'impianto di via Montasio 45, e quando verrà ripristinato?
Due. Per quale ragione l'impianto del civico 37, per cui la ditta manutentrice stimava cinque giorni lavorativi e indicava il ripristino al 19 agosto, è rimasto fermo oltre un mese?
Tre. Quanti impianti elevatori del patrimonio ATER risultano oggi fermi, e quante persone con disabilità o difficoltà di deambulazione risiedono in quegli stabili?
Quattro. Esiste una procedura formalizzata per i casi in cui il fermo di un ascensore isola una persona non deambulante? Chi la attiva, entro quante ore, e chi ne sostiene il costo?
Cinque. L'Azienda era a conoscenza del fatto che il servizio sostitutivo con montascale, indicato ai residenti come alternativa, è attualmente inutilizzabile perché gli apparecchi sono guasti? Esiste una soluzione di riserva?
Sei. Intende accogliere la richiesta del Comitato Quartiere di Altura di attivare gratuitamente ogni soluzione alternativa fino al termine dei lavori?
Sette. I 9,9 milioni del Fondo per manutenzioni beni immobili, mai utilizzati nel 2025, possono essere impiegati per l'adeguamento e il ripristino degli impianti elevatori? Se sì, perché non lo sono stati. Se no, per cosa sono vincolati.
Non cerchiamo colpevoli. Cerchiamo di capire cosa si è inceppato, perché quando un meccanismo del genere si blocca il conto non lo paga un ufficio: lo paga una persona che da ventitré giorni guarda la strada dalla finestra.
Chiediamo coerenza fra i proclami e le azioni. Sappiamo che i miracoli non esistono. La volontà di risolvere, quella sì.
Seguiremo la vicenda da vicino.
═══════════════════════
Fonti: lettera aperta del Comitato Quartiere di Altura al Direttore Generale di ATER Trieste, a firma del portavoce Massimiliano Bracco, datata 9 settembre 2026. Avviso Tecno Ascensori Roma S.r.l. affisso in via Montasio 37, fotografia in possesso della redazione. Costo e attuale indisponibilità del servizio sostitutivo verificati telefonicamente dalla redazione presso la Cooperativa Amico in data 9 settembre 2026.Bilancio d'esercizio ATER Trieste al 31 dicembre 2025, allegato A alla deliberazione n. 06 del 28 maggio 2026.
═══════════════════════








