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La Polizia locale di Monfalcone sequestra cibi e bevande irregolari in due negozi gestiti da cittadini extracomunitari

I controlli della Polizia locale di Monfalcone a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le attività commerciali hanno portato all'accertamento di diverse violazioni in due esercizi di vicinato del settore alimentare, gestiti da cittadini extracomunitari. Nel primo negozio gli agenti hanno riscontrato la presenza di 91 bibite prive d…
 |  Denis Locoselli  |  Cronaca

I controlli della Polizia locale di Monfalcone a tutela dei consumatori e della leale concorrenza tra le attività commerciali hanno portato all'accertamento di diverse violazioni in due esercizi di vicinato del settore alimentare, gestiti da cittadini extracomunitari.

Nel primo negozio gli agenti hanno riscontrato la presenza di 91 bibite prive delle informazioni obbligatorie in lingua italiana, immediatamente sottoposte a sequestro amministrativo. Durante il controllo è stata inoltre accertata l'esposizione di numerosi prodotti ortofrutticoli senza l'indicazione della denominazione e della provenienza, oltre alla vendita di diversi articoli privi dell'indicazione del prezzo, portando al sequestro di ulteriori 91 articoli. Le violazioni hanno comportato l'elevazione di sanzioni amministrative per 2.200 euro.

«La tutela dei consumatori passa anche attraverso controlli costanti e puntuali sul rispetto delle regole da parte delle attività commerciali - dichiara il consigliere delegato alla Sicurezza, Anna Maria Cisint. La corretta etichettatura dei prodotti, l'indicazione della provenienza e l'esposizione dei prezzi sono garanzie di trasparenza per i cittadini e di correttezza nei confronti delle imprese che operano nel rispetto della normativa. Il rispetto delle regole vale per tutti: continueremo a vigilare affinché chi lavora onestamente non debba subire forme di concorrenza sleale.» 

Rilevate, anche nel secondo negozio, analoghe irregolarità relative all'esposizione di prodotti ortofrutticoli privi dell'indicazione della denominazione e della provenienza, oltre all'assenza del prezzo di vendita su numerosi articoli. In questo caso sono state contestate sanzioni amministrative per 1.700 euro.

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