Pillole di stagione, Zinnanti: "L'acrobatica giravolta di Fedriga sui Porti d'Italia, qual è il cronoprogramma per il tram?"
| Redazione sport | Commento del giorno

Mauro Zinnanti
REGIONE: SILURO A PORTI D'ITALIA SPA, MA FEDRIGA FA FINTA DI NON CAPIRE
"Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare": queste le parole che Manzoni faceva dire ad un imbarazzato Don Abbondio di fronte al Cardinale Borromeo in una celeberrima scena dei Promessi Sposi. Forse il richiamo letterario potrebbe apparire un po' azzardato. Però crediamo di non andare troppo lontano dalla realtà nell'assimilare lo stato d'animo di Don Abbondio a quello del presidente Fedriga impegnato in una "acrobatica" giravolta in merito alla strategica questione della legge di riforma della portualità targata Rixi-Salvini.
Che cosa è accaduto? E' accaduto che lo scorso martedì il Consiglio regionale, dopo alcune ore di dibattito e di lunghe trattative, ha votato all'unanimità una mozione, inizialmente predisposta dal consigliere piddino Francesco Russo, con la quale, in buona sostanza, si formula una secca bocciatura della Porto d'Italia spa, il nuovo moloch societario cui il duo leghista Salvini-Rixi immagina di delegare la gran parte delle competenze, dei finanziamenti e del personale oggi distribuiti tra le sedici Autorità di sistema portuale che governano la portualità nazionale, sia pure sotto la vigilanza e la regia (sinora poco e male esercitate) del competente ministero delle infrastrutture. Atteso che la lingua italiana è certamente una lingua ricca di sfumature ma anche, quando lo si ritiene necessario, sa essere precisa ed inequivoca, merita citare il virgolettato del capoverso finale della mozione approvata che impegna il governatore ad operare per: "Evitare che Porti d'Italia spa acquisisca competenze attualmente in capo alle Autorità di sistema portuale, salvaguardando le loro esigenze di agibilità operativa e gestionale". Una presa di posizione netta e chiara, che va in direzione opposta a quella prefigurata dalla proposta di riforma governativa. Da notare che il testo, a quanto si apprende, è frutto anche di un puntuale confronto tra l'assessore alle infrastrutture Amirante ed il presidente Fedriga, al termine del quale il governatore leghista ha dato il via libera alla versione finale. Il risultato, ovvero quello dell'approvazione bipartisan del testo della mozione che boccia la riforma, è di quelli destinati a fare scuola tanto che sia dall'aula che fuori dall'aula sono in parecchi a salutare con grande soddisfazione questo vero e proprio colpo di grazia alla riforma. "La mozione difende l'autonomia dell'Adsp, lo scalo di Trieste e l'intero sistema portuale che presentano caratteristiche di assoluta unicità nel contesto nazionale": commenta soddisfatta l'assessore Amirante. Interviene sul tema anche la deputata del Pd Debora Serracchiani che richiama il "precedente importante a livello nazionale: ci aspettiamo che Salvini e Rixi ne prendano atto e che Fedriga lavori per indurre il governo a fermarsi". Concetti analoghi sono quelli espressi dai consiglieri della Lega, di Fratelli d'Italia e dei cinquestelle. Insomma, un coro unanime e talmente "intonato" che per una volta arriva anche alle orecchie romane, di solito sorde alle istanze delle periferie. La voce si sparge rapidamente non solo tra le città e le regioni portuali (in Liguria qualcuno parla addirittura di "lezione di serietà istituzionale"), ma anche nei palazzi della politica, con crescente perplessità nel duo leghista Salvini-Rixi che non si aspettavano, con tutta evidenza, un tale fuoco "amico", in una regione governata per di più da un leghista doc come Massimiliano Fedriga.
E proprio qui arriviamo all'incipit di questa "pillola". Il tentativo del governatore di correggere, a posteriori, la rotta rispetto al documento approvato dal Consiglio regionale appare davvero goffo ed imbarazzato. Queste le sue testuali parole: "Non va contro la riforma Rixi, i sussurri che fanno intendere il contrario lasciano alquanto perplessi...Si tratta di una mozione che vuole rimarcare che il coordinamento e la promozione del sistema portuale è giusto che venga fatto in modo rafforzato e condiviso. E dall'altra parte dice però che le specificità dei singoli porti devono essere tutelate. Nulla in contrario rispetto a quanto prevede la riforma Rixi".
Ai lettori l'ardua sentenza sul Fedriga-pensiero. Noi, nel compatire un governatore in chiara difficoltà, registriamo con amarezza il suo maldestro tentativo di salvare capra e cavoli: da un lato non scontentare i territori che vedono come fumo negli occhi questo ennesimo carrozzone romano e, dall'altro, rintuzzare le reazioni governative per la messa in discussione della proposta Rixi-Salvini. Compito improbo, non c'è che dire. Per altro verso, vi è la fondata speranza che, a togliere le castagne dal fuoco ad un Fedriga sempre più opaco, la proposta di legge in esame si auto affondi da sé. Infatti, come noto, approvato dal governo lo scorso 23 dicembre, il testo normativo non è mai approdato in Commissione trasporti alla Camera in quanto non ha ancora ricevuto la "bollinatura" della Ragioneria dello Stato che ne dovrebbe attestare la copertura finanziaria. Secondo autorevoli esperti, la copertura non c'è, né ci sarà mai e quindi l'iter di approvazione del disegno di legge mai si avvierà. Qualcuno dovrebbe avvertire il famoso duo che, forse, farebbe più bella figura a ritirare questo pasticciato testo e a lavorare, in questo scorcio di legislatura, per una seria e condivisa legge di riforma, coinvolgendo gli esperti e i portatori di interesse del settore. Vedremo e vi racconteremo come andrà a finire.
TRAM DI OPICINA: ARRIVERA' L'ESTATE?
Ennesima puntata di una delle tante, troppe incompiute che hanno contrassegnato l'incerto cammino del Dipiazza-quater in materia di opere pubbliche. Di che cosa stiamo parlando? Del nostro amato tram (vanamente cercato anche dai tanti turisti che affollano Trieste!). Quali sono le ultime news in proposito? Veramente deludenti, per usare un eufemismo. Come noto, infatti, il tram di Opicina interessato dal famoso incidente di agosto 2016 e ripartito, dopo quasi nove anni di patimenti, a febbraio 2025 è attualmente fermo dal 12 ottobre 2025 (giorno della Barcolana) a causa di una "uscita" della fune trainante dai rulli, con conseguente lesione della medesima a seguito del passaggio del tram. Dopo questo ennesimo (e sfortunato) evento, la Trieste Trasporti che gestisce il servizio aveva parlato di qualche settimana di interruzione, settimane che poi sono diventate mesi, anche per la difficoltà di reperire i componenti da sostituire. Visto il trascorrere dei mesi, il Comune, d'intesa con Trieste Trasporti, aveva pensato di "anticipare" alcune lavorazioni che si era comunque impegnato con Ansfisa (l'Agenzia per la sicurezza ferroviaria che vigila sulla sicurezza della linea) a fare entro l'anno. Di quali lavorazioni stiamo parlando? Controllo della linea aerea, posa di nuova segnaletica, separazione di carreggiata e binari tra Campo Cologna e Opicina ed, infine, sostituzione dei binari all'altezza della curva dell'Obelisco ed in corrispondenza del passaggio a livello di Banne. Lavori piuttosto corposi non c'è che dire e che non risultano ancora ultimati. Ma non finisce qui. Infatti, vi è un ulteriore adempimento da compiere prima di riaprire la linea, ovvero la revisione quinquennale della funicolare obbligatoria per legge. In questo caso i lavori sono iniziati il 15 gennaio scorso, tanto sulla linea, quanto sui carri scudo (che risulterebbero trasferiti a Ortona per gli interventi necessari). Insomma, siamo ancora in alto mare e secondo le più ottimistiche previsioni di Trieste Trasporti il servizio non ripartirà prima dell'estate: visti i precedenti, verrebbe proprio da chiedersi di quale anno si sta parlando. Ironia fuori luogo, direte voi. Potremmo anche essere d'accordo, però ciò che ci fa un immenso dispiacere è la totale mancanza di chiarezza e l'assenza di una qualunque assunzione di responsabilità da parte dei soggetti interessati, ovvero Comune e Trieste Trasporti. I triestini e gli ospiti della nostra stupenda città hanno diritto di sapere quanti fondi sono stati spesi in questa pluriennale vicenda, chi sono i responsabili tecnici ed amministrativi di un simile, accidentato e difficoltoso procedimento e qual è il realistico cronoprogramma che dovrebbe portare alla riapertura del servizio entro giugno 2026? Sono domande elementari che reclamano una puntuale risposta. Attendiamo con fiducia.
Mauro Zinnanti
#ilmeridianots #pilloledistagione #maurozinnanti
Parole chiave: Primo piano, Trieste





