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Pillole di stagione, Zinnanti: "Caos nei porti e a Fernetti, palestre in movimento"

 |  Redazione sport  |  Commento del giorno
Mauro Zinnanti
ANCORA CAOS NEI PORTI ITALIANI
 
Nonostante siano ampiamente scaduti i plurimi ultimatum lanciati dal  viceministro delle infrastrutture Rixi, la situazione relativa alle nomine dei vertici delle Autorità di sistema portuale italiane non si sblocca. Se non sbaglio il conto, tranne Genova, Ancona e Catania, tutti gli altri tredici porti sono attualmente commissariati, con Trieste che "brilla" per la durata del commissariamento sia pure retto da tre diverse personalità che si sono succedute nel tempo, ovvero Torbianelli, Gurrieri e Liguori. E che la situazione si stia progressivamente incancrenendo lo dimostrano le crescenti beghe tra le forze di maggioranza con situazioni al limite del paradossale. Volete qualche esempio? In Sicilia il presidente della Regione Schifani ha impugnato la nomina a commissario del porto di Palermo dell'europarlamentare leghista Annalisa Tardino, perché non avrebbe le competenze necessarie per tale ruolo.  Anche in Campania ci sarebbe una questione di incompatibilità nei confronti del commissario dei porti di Napoli e Salerno, Eliseo Cuccaro in quanto ex amministratore delegato di Alilauro, che ha a Napoli il proprio quartier generale. Ci sono poi due ulteriori casi di "comprovata incompetenza" riguardanti Raffaele Latrofa a Civitavecchia (vicesindaco di Pisa per Fratelli d'Italia) e di Giovanni Gugliotti a Taranto (ex presidente della provincia di Taranto  e che, in corso di audizione alla Commissione trasporti alla Camera, alle critiche dei parlamentari ha replicato "ho la patente nautica da 20 anni!").  Last but not least il caso Sardegna col presidente uscente Deiana che non vuol lasciare il posto al commissario designato Bagalà.
Lucidissima la fotografia della situazione scattata dall'on. Raffaella Paita di Italia Viva, da anni impegnata sulle tematiche dei trasporti:"E' stata azzerata una intera classe dirigente autorevole e capace per dare il via a una squallida operazione di mera lottizzazione, che è finita con uno scontro tra le forze della maggioranza, scontro che sta impedendo le nomine. Tra queste nomine ci sono persone di valore e persone del tutto prive dei requisiti previsti dalla legge....E la cosa più scandalosa è che non litigano sui traffici, le strategie, i dragaggi, e su come rendere più competitivi i porti o le infrastrutture. No. Litigano sui nomi, da mesi! E così i nostri porti restano indietro nel panorama internazionale. E questa lite non finirà neppure con la  scelta dei segretari generali, sui quali sarebbe necessario garantire l'autonomia di scelta da parte dei presidenti ".  Parole assolutamente condivisibili, comprese quelle relative alla scelta che sarà "politica" e non tecnica dei segretari generali, come ben sappiamo qui a Trieste. A proposito, nella totale assenza di qualunque manifestazione di interesse sulla questione da parte dei vertici della politica regionale, non è che le cose per lo scalo giuliano stiano andando particolarmente bene. Nel mentre continua il rilevante calo dei traffici dei contenitori (a tutto vantaggio di Koper, Rijeka ed anche Venezia), prosegue e si alza di tono la polemica tra i due maggiori operatori del traffico ro-ro con la Turchia Dfds/Samer e Grimaldi. Ci vorrebbe proprio un presidente nel pieno dei suoi poteri: lo dicono, inascoltati operatori e sindacati!
 
CAOS A FERNETTI: MENO MALE CHE ARRIVA PRESTO L'8 SETTEMBRE!
 
Come evidenziato la scorsa settimana, la chiusura, per urgenti lavori di manutenzione, del collegamento autostradale Razdrto-Vipava ha finito per riversare sul disastrato valico di Fernetti un carico aggiuntivo di circa cinquemila Tir al giorno (soprattutto nelle giornate di punta), con conseguente azzeramento del traffico pesante in ingresso sulla Gorizia -Villesse. Questo riposizionamento del traffico era facilmente prevedibile ma da parte delle istituzioni italiane c'è stata una evidente sottovalutazione del fenomeno e l'unico ente che si è mosso, ovvero la Regione, l'ha fatto male (con provvedimenti inutili quale la liberalizzazione del pedaggio tra Lisert e Villesse o la gratuità del parcheggio all' Autoporto di Gorizia), o tardivamente (rifacimento del manto stradale a Fernetti, i cui lavori finiranno, ben che vada, a settembre inoltrato). E allora? Allora succede che le categorie dell'autotrasporto da entrambe le parti del confine si sono fatte pesantemente sentire. In Italia, sono riuscite ad ottenere almeno un varco Telepass al Lisert dedicato ai Tir, in Slovenia la protesta ha preso di mira l'amministratore delegato della concessionaria autostradale slovena Dars, Andrej Ribic, accusato di cattiva gestione, e di cui sono state richieste le dimissioni. Tutto qui? No. Perchè, in esito ad un vertice convocato in fretta e furia dalla Dars con i rappresentanti degli autotrasportatori e delle comunità locali, la concessionaria ha preso una inaspettata decisione. Per motivi di sicurezza, infatti, a partire dal prossimo 8 settembre la superstrada slovena verrà riaperta su un'unica corsia in direzione Gorizia, destinata esclusivamente ai mezzi pesanti e agli autobus di peso superiore a 3,5 tonnellate. Il restante traffico veicolare potrà avvalersi della strada regionale slovena che corre parallela alla superstrada.
Sospiro di sollievo, applausi da parte soprattutto italiana. Come a dire che, a fronte della palese incapacità ed incompetenza a farsi carico del problema dimostrate da quasi tutte le istituzioni italiane, sono stati proprio gli sloveni con la Dars a trovare una soluzione-tampone che dovrebbe contribuire, e non poco, a raffreddare gli animi.
Scendendo di qualche chilometro, attendo con impazienza che, nel deprecabile caso in cui la prossima chiusura della  galleria Carso in direzione Cattinara per urgenti lavori di manutenzione dovesse provocare pesanti impatti sul traffico soprattutto al bivio ad H (ad oggi esclusi dall'Anas!), vi sia anche da parte italiana identica prontezza e flessibilità nell'adottare i necessari correttivi. E' una scommessa: conto di vincerla, a tutto guadagno della sicurezza del traffico nella nostra provincia.
 
PALESTRE: EPPUR SI MUOVE!
 
Finalmente una buona notizia. Anzi, a essere precisi, due buone notizie relative, entrambe, agli impianti sportivi in città.
La prima riguarda il tristemente noto "cubone" di San Giovanni: dopo oltre 17 anni di sofferenze, finalmente c'è una data per l'apertura del polo sportivo di San Giovanni. Secondo le dichiarazioni rese dall'assessore Lodi, c'è finalmente una luce in fondo al tunnel in quanto l'impianto verrà consegnato a fine ottobre. Si tratta di una struttura fortemente attesa dal rione e che si articola su quattro livelli.  Al seminterrato, con accesso dalla strada, si trovano gli spogliatoi per gli sportivi, servizi igienici e docce. Il piano terra, con ingresso da via San Cilino per il pubblico, costituirà il cuore dell'impianto con le palestre e le strutture di supporto quali locali di ristoro, deposito e primo soccorso. Ad oggi va montato il parquet con materiale antitrauma ed il blocco delle tribune, progettate per accogliere fino a 99 persone. Saranno perimetrate due palestre, entrambe omologabili: una per la pallavolo ed una per la pallacanestro. In base alle necessità dei fruitori dell'impianto, i due impianti potranno essere suddivisi in due campi da basket e tre da volley, consentendo un'ampia flessibilità d'uso. Al primo e secondo piano, con ingressi indipendenti, troveranno posto uffici, depositi, bagni ed altri spogliatoi. In una prima fase, la volontà del Comune è quella di gestire direttamente la palestra, con possibilità, in un secondo momento, di affidarne la gestione a società sportive del rione.
Dunque, tutto è bene quel che finisce bene e, anche se ci dovesse essere un ulteriore, piccolo slittamento rispetto alla tempistica, piuttosto stringente, indicata, non posso, anche nelle mie vesti di ex dirigente sportivo, che plaudire all'apertura di questo nuovo impianto che sopperisce alla pluriennale fame di palestre che storicamente sconta Trieste.
La seconda buona notizia riguarda un altro impianto sportivo, quello di via Frausin a San Giacomo. Come noto, si tratta di una palestra fortemente contestata  dai cittadini della zona, non in quanto "palestra" ( di cui, come detto, c'è sempre bisogno in città!), ma perché la sua localizzazione, decisa a tavolino e senza tener in alcun conto la volontà in primis della circoscrizione, ha finito per sopprimere una delle ultime zone verdi di San Giacomo. Se questo è il contesto, va salutata con grande favore la notizia che all'impianto (che sarà ultimato entro il 2026, nel rispetto della tempistica del Pnrr) non farà seguito alcuna ulteriore colata di cemento per far spazio ai parcheggi necessari quando la struttura ospiterà eventi pubblici. Infatti, facendo seguito all'impegno assunto in Consiglio comunale dagli assessori Babuder e Lodi, sono state definitivamente scartate le ipotesi di usare come parcheggio il cortile della scuola Duca d'Aosta e di creare un park interrato sotto al ricreatorio Pitteri.  Al loro posto ed entro mille metri dalla palestra, il Comune starebbe vagliando l'utilizzo di una ottantina di stalli del park della Maddalena, molto spesso sottoutilizzato. Di certo non è un parcheggio vicinissimo a via Frausin, però servirebbe solo nel caso di eventi pubblici ospitati dall'impianto. Detto questo, resta impregiudicata la questione relativa alla gestione di questa nuova palestra, una volta ultimata: se è noto, infatti, che vi è forte interesse da parte della società Artistica '81 (che gestisce l'impianto adiacente), è altrettanto evidente come la circoscrizione e le scuole della zona si attendono che trovino pratica attuazione le promesse di garantire un uso pubblico della palestra più ampio possibile. A buon intenditor, poche parole!  Personalmente, mi impegno a seguire gli ulteriori sviluppi di questa vicenda che vede un impianto, realizzato con fondi pubblici, il cui utilizzo pubblico costituisce un requisito irrinunciabile di legittimità dell'azione della pubblica amministrazione.
 
Mauro Zinnanti