Pillole di stagione, Zinnanti: "Caos in porto, crescita del turismo, traffico dei tir"
| Redazione sport | Commento del giorno

Mauro Zinnanti
PILLOLE DI STAGIONE
Cari ed affezionati lettori. Da questa settimana non troverete il consueto commento del giorno, ma una nuova rubrica "Pillole di stagione" in cui, utilizzando uno stile più sintetico e leggero, cercherò di commentare le notizie e i fatti più rilevanti della settimana con arguzia e spirito critico. A voi, come sempre, il giudizio sulla bontà della proposta.
CAOS AL PORTO: TRA COMMISSARI E MANCATI PRESIDENTI, I TRAFFICI LANGUONO E GLI ARMATORI INCROCIANO LE SPADE
Davvero non so più cosa pensare di quanto sta avvenendo nei dintorni della Torre del Lloyd. Come dicevano i bravi cronisti di una volta, a beneficio di coloro che si fossero messi in ascolto solo ora, merita fare un breve ripasso delle puntate precedenti. Dopo le dimissioni di Zeno d'Agostino, nello scranno più alto dell'Autorità di sistema portuale di Trieste si sono succeduti quali Commissari dell'ente: Vittorio Torbianelli, Antonio Gurrieri (nominato Commissario in veste di candidato presidente, ma poi dimessosi a seguito delle note inchieste penali) e Donato Liguori (alto dirigente del Mit nominato direttamente dal ministero sino al 30 settembre prossimo per garantire l'ordinaria amministrazione dell'ente). Tre Commissari, zero Presidenti. Il tutto nel pieno di una lotta politica tra le forze di maggioranza (in particolare Lega e Fratelli d'Italia) che, senza esclusione di colpi, si disputano le ambite cariche di presidente delle Autorità di sistema in giro per la penisola premiando molto spesso l'appartenenza, più che la competenza.
E intanto che succede? Succede che, come largamente previsto da più attenti esperti del settore, si registra un drammatico calo del traffico contenitori al Molo Settimo: - 61,46 % a maggio 2025 rispetto all'anno precedente, seguito da un - 53,85 % a giugno e da un - 50,55 % a luglio con la concreta possibilità di chiudere l'anno a poco più di mezzo milione di teu! La causa sostanziale di questo disastro annunciato, anche questa nota da tempo, sta nella rottura dell'alleanza Msc-Maersk con conseguente riposizionamento del traffico dell'operatore danese sui terminal concorrenti di Koper e Rijeka. E intanto Trieste attende che, come promesso, Msc (maggiore operatore dello shipping mondiale) riattivi a settembre una linea diretta col Far East. C'è poi la pesante conflittualità intercorsa nel traffico ro-ro con la Turchia tra l'operatore "tradizionale" Dfds e il nuovo arrivato Grimaldi. Qui, oltre ad un dumping tariffario tra i due contendenti (a tutto vantaggio degli autotrasportatori turchi), è recente l'intervento "a gamba tesa" di Grimaldi che, in buona sostanza e con l'avallo dell'Autorità di sistema, ha chiesto a Dfds di riposizionarsi unicamente nei terminal in concessione (Riva Traiana e Molo V), lasciando libera la Piattaforma logistica per i propri traffici. La questione è delicata anche perché va ad incidere su accordi liberamente pattuiti tra operatori privati. Cosa servirebbe? Per questo problema, come nel caso del calo del traffico dei contenitori, servirebbe avere, finalmente, un presidente ed un segretario generale nel pieno delle loro funzioni. Come sostenuto, tra gli altri, da Stefano Visintin di Aspt-Astra "bisogna cominciare a risolvere i problemi, a partire dalla gestione delle concessioni portuali, che devono far aumentare i traffici e non soddisfare interessi particolari" e da Giulio Germani della Cisl "l'Adsp deve garantire la concorrenza e la sicurezza sul lavoro. Non è suo compito invece assumere posizioni sulle politiche dei terminalisti". Parole chiarissime. Confido che a qualcuno in Piazza Unità come a Palazzo Chigi siano fischiate le orecchie, anche perché mentre qui ancora si dibatte su quale sia il profilo giusto per gestire uno scalo complesso come quello giuliano, i nostri vicini Koper e Rijeka godono con record di traffico che si succedono mese dopo mese!!
CRESCE IL TURISMO A TRIESTE, MA SIAMO DAVVERO IN GRADO DI GESTIRLO?
I numeri, come sempre, parlano chiaro. Nei primi cinque mesi dell'anno ben 593.124 turisti hanno soggiornato almeno una notte a Trieste, con un notevole balzo in avanti del 15,8 % rispetto all'analogo periodo del 2024 che, tradotto in persone, significa 81.120 visitatori in più, con un + 17,8 % di turisti italiani e + 14,5 % di stranieri. Il tutto si traduce, tra l'altro, in un notevole incremento dell'imposta di soggiorno a favore del Comune che nel 2024 ha prodotto una cifra del tutto ragguardevole pari a 2.355 milioni di euro. Tutti contenti allora? Certamente lo sono albergatori, gestori di case-vacanze, baristi e ristoratori ed il relativo indotto, ma il resto della città sta manifestando, sempre più spesso, segnali di motivata insofferenza. Senza richiamare il sin troppo inflazionato tema dell'overtourism, è evidente che il crescente appeal esercitato dalla nostra splendida città sui turisti di ogni dove reclama, per non provocare ulteriori fenomeni di rigetto, urgenti interventi per elevare i servizi offerti ai turisti di passaggio. Ne elenchiamo alcuni, in ordine sparso: servono parcheggi e lo si può fare da subito utilizzando l'area che ha ospitato il Cirque du Soleil; serve creare un sistema di informazione digitale che indichi i posti disponibili nei vari park esistenti e guidi i turisti per raggiungerli con la previsione di servizi-navetta tra alberghi e park; serve aprire le cucine dei ristoranti (quantomeno quelli centrali) per tutto l'arco della giornata; serve incrementare i bagni pubblici (magari anche a pagamento con un gettone simbolico) che siano tenuti in condizioni decorose per rispetto dell'utenza; serve valorizzare ancora di più il ruolo dell'aeroporto e dell' annesso Polo intermodale, portando sempre più turisti ad utilizzare il treno e non la macchina per arrivare a Trieste. Un focus particolare poi merita il Castello di Miramare che, grazie al lodevole lavoro della direttrice uscente Andreina Contessa, ha oramai raggiunto numeri record nel panorama nazionale. Da gennaio a luglio ben 658 mila visitatori al parco e 233 mila al castello. Anche in questo caso, serve incrementare il livello complessivo dei servizi. Per il parcheggio degli ospiti, visti i limiti strutturali di quelli presenti, la proposta più sensata è quella di fermare i visitatori a park Bovedo organizzando bus navetta con Miramare. Ancora, in attesa del nuovo ascensore panoramico per l'ingresso da Grignano, serve promuovere di più l'utilizzo del Delfino Verde via mare e del mezzo pubblico. Vanno poi implementati i servizi ai cicloturisti con nuove rastrelliere all'ingresso, punti di ricarica per le ebike ed anche una stazione di riparazione per le bici. Ovvio il passaggio sui servizi igienici per cui è stato già avviato il progetto di potenziamento da 17 a 30 postazioni con un rinnovo di quelli esistenti per lotti funzionali. Molta è, infine, l'attesa per l'avvio della nuova gestione da parte della Illycaffè del Caffè Massimiliano e dei chioschi mobili nel parco. Ma mentre su Miramare, le idee e progetti paiono ben chiari, in Comune, nonostante la buona volontà dell'assessore Rossi, la sensazione è che si navighi ancora a vista e che prima di vedere qualche concreta realizzazione ne passerà ancora di acqua sotto i ponti.
CHIUSURA DELLA H4 IN SLOVENIA: SCOPPIA IL TRAFFICO DEI TIR SULLE STRADE DELLA PROVINCIA ED IMPERA L'IMPROVVISAZIONE.
Lo si sapeva da tempo. In base alle interlocuzioni ufficiali italo-slovene era noto da mesi che il 18 agosto sarebbe scattata la prima chiusura di 100 giorni per lavori di manutenzione straordinaria del raccordo autostradale H4 Razdrto-Nova Gorica con conseguente deviazione del traffico pesante in direzione Fernetti. La seconda chiusura per una durata complessiva di 120 giorni è già in programma per luglio 2026. Che cosa è stato fatto per attutire l'effetto dei 4 mila Tir aggiuntivi che, in base alle stime, saranno deviati lungo il percorso Fernetti-Lisert? Poco o nulla, verrebbe da dire. In effetti, due sono i principali colli di bottiglia sui quali hanno già cominciato ad impattare i Tir aggiuntivi. Il primo riguarda l'ingresso in Italia via valico confinario di Fernetti dove, a seguito della sospensione degli Accordi di Schengen, sono stati ripristinati i controlli di frontiera che, a causa delle dissestate condizioni del manto stradale, avvengono attualmente su un'unica corsia. Il secondo riguarda la nota strettoia del casello del Lisert che, soprattutto in estate, costituisce un rallentamento "naturale" all'ingresso in autostrada. Del tavolo interistituzionale fa parte anche l'Amministrazione regionale che sulla partita ha stanziato la non irrilevante somma di 550 mila euro, destinati per 250.000 euro alla Sdag (società di gestione dell'autoporto di Gorizia) al fine di "aprire a titolo gratuito i piazzali di sosta attrezzati per agevolare le fasi di dogana, in modo tale da rendere competitivo il valico di Gorizia e le attività svolte dalla Sdag" e per la restante somma per misure "compensative che comprendono lo sgravio del costo del pedaggio per i mezzi pesanti tra il Lisert e Villesse". Come era abbastanza facile prevedere, l'effetto di tali misure appare, al momento, irrilevante. Tanto è vero che di corsa, qualche giorno prima di Ferragosto, si è svolto l'ennesimo sopralluogo sul confine in cui sempre la regione ha finalmente assicurato un intervente urgente per rendere fruibili almeno due corsie, di cui una dedicata ai mezzi pesanti, per l'attraversamento del dissestato valico di Fernetti. Spontanea e condivisibile la reazione della Sindaca di Monrupino Tanja Kosmina:"apprezzo la buona volontà di tutti i soggetti che ora si stanno impegnando per cercare soluzioni però va ricordato che da mesi sto sensibilizzando gli attori coinvolti su un tema che era noto da parecchio". In ogni caso, per vedere l'opera fatta e collaudata, bisognerà attendere almeno metà settembre. Lato Lisert ingresso in A4 tutto tace con conseguenti incolonnamenti che negli scorsi giorni hanno interessato non solo l'autostrada ma anche la viabilità ordinaria tra Sistiana ed il casello di ingresso in autostrada.
Si poteva fare qualcosa di più e meglio? Forse sì, utilizzando, ad esempio, la modalità ferroviaria sia per treni-navetta tra Fernetti e Gorizia, sia per treni di più lunga percorrenza lungo l'asse della A4. Come a dire che, volendo, un problema può trasformarsi in un'opportunità per alleviare sul serio l'asse della A4 di una quota significativa di traffico pesante. Ecco: su questo tema e alla luce degli importanti regimi di aiuto tuttora vigenti, mi sarei aspettato una seria riflessione da parte della regione che sinora non è arrivata.
A PROPOSITO DI MUGGIA....
Come paventato da più parti, ecco che, all'ennesimo episodio di violenza emerso in occasione del Carnevale estivo, esce fuori il carattere "muscolare" del Primo cittadino, ovvero quella tendenza, mai sopita, di rispondere a muso duro a qualunque atto violento, senza dare alcuno spazio né alla prevenzione, né alla comprensione per evitare che certi fenomeni, anziché ridimensionarsi, finiscano per diffondersi ulteriormente. Sono atteggiamenti che non mi piacciono e che sono lontano mille miglia dal mio modo di sentire e dai miei principi. Del resto se il fine è quello, dichiarato da Polidori, di aggiungere alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, alle pattuglie della Polizia locale e agli steward privati, anche i volontari per la sicurezza per monitorare una cittadina come Muggia ed il suo litorale, è evidente come vi sia qualcosa che non quadra. Quale sarà il suo prossimo passo? Le pattuglie dell'esercito! Non ci siamo proprio. Il mio caldo invito è quello di agire per acquietare gli animi. Riflettere prima di parlare e, soprattutto, creare a Muggia come a Trieste occasioni di dialogo e confronto con i nostri giovani (tutti, nessuno escluso) per capire le ragioni di tanto disagio e di tanta violenza: serve agire su queste ragioni, non sui suoi deleteri effetti. E' difficile, ma, a mio avviso, è l'unica strada possibile per uscirne fuori con una società migliore e rispettosa delle regole di una civile convivenza.
Mauro Zinnanti
Parole chiave: Primo piano, Trieste







