Nucleare in FVG, la consigliera Pellegrino (Avs) contro l'ipotesi Monfalcone: «Zona sismica, crisi idrica e rete fragile»
La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra torna ad alzare la voce sul dossier nucleare nazionale, bocciando con forza qualsiasi ipotesi che coinvolga il territorio monfalconese. Tre le criticità sollevate: il rischio sismico, la scarsità d'acqua e la fragilità della rete elettrica locale.
| Denis Locoselli | Notizie

La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra torna ad alzare la voce sul dossier nucleare nazionale, bocciando con forza qualsiasi ipotesi che coinvolga il territorio monfalconese. Tre le criticità sollevate: il rischio sismico, la scarsità d'acqua e la fragilità della rete elettrica locale.
Il dibattito sul ritorno al nucleare in Italia approda in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. A rilanciarlo è Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che in una dichiarazione ripresa dall'agenzia Nordest24 esprime una netta contrarietà all'eventualità che Monfalcone — o più in generale il territorio isontino — possa rientrare tra le aree candidate ad accogliere infrastrutture nucleari nell'ambito del piano energetico del Governo nazionale.
«Una scelta rischiosa per il nostro territorio», avrebbe affermato Pellegrino, citando tre fattori di vulnerabilità che, a suo avviso, renderebbero il sito incompatibile con impianti di questo tipo.
Il primo riguarda la sismicità. Il Friuli Venezia Giulia è storicamente classificato tra le zone a più elevato rischio sismico d'Italia, come ricordato tragicamente dal terremoto del Friuli del 1976. Monfalcone e l'area isontina ricadono in una fascia di pericolosità significativa, elemento che — secondo la consigliera — dovrebbe già da solo escludere qualsiasi valutazione in questa direzione.
Il secondo nodo è quello idrico. Gli impianti nucleari richiedono grandi quantità d'acqua per il raffreddamento dei reattori. Pellegrino richiama la crisi idrica che negli ultimi anni ha colpito anche il bacino del Friuli orientale, con livelli dell'Isonzo in calo progressivo e tensioni già documentate sull'approvvigionamento sia civile sia industriale.
Terzo elemento critico: la rete elettrica. La consigliera definisce «fragile» l'infrastruttura di trasmissione dell'energia nel territorio regionale.
L'uscita di Pellegrino si inserisce in un contesto politico più ampio. Il Governo Meloni ha incluso il nucleare nella propria strategia energetica, con il disegno di legge delega che punta a riaprire la strada all'energia atomica civile in Italia, anche attraverso i cosiddetti Small Modular Reactor (SMR), tecnologie di nuova generazione su cui si concentra l'interesse industriale nazionale.
Non è ancora chiaro se Monfalcone figuri ufficialmente in qualche documento governativo o in qualche studio preliminare come sito candidato, oppure se il riferimento della consigliera sia di natura preventiva e politica.
La posizione di Avs in Regione appare comunque netta: nessuna disponibilità a valutare ipotesi nucleari sul territorio, in attesa — si presume — di un confronto istituzionale più strutturato che, al momento, non risulta ancora avviato a livello regionale.
Fonte: Nordest24








