Sicurezza: Roberti, no a 'gogna mediatica' Forze dell'ordine
"Chi opera nelle Forze dell'ordine svolge un compito estremamente delicato, ne quale convivono, da un lato, la crescente richiesta di presidio e sicurezza sul territorio e, dall'altro, con i processi pubblici sommari che le riprese effettuate con i telefonini rendono possibile sulla rete. Ciò che viene registrato dai video amatoriali mentre è in c…
| Denis Locoselli | Notizie

"Chi opera nelle Forze dell'ordine svolge un compito estremamente delicato, ne quale convivono, da un lato, la
crescente richiesta di presidio e sicurezza sul territorio e, dall'altro, con i processi pubblici sommari che le riprese
effettuate con i telefonini rendono possibile sulla rete. Ciò che viene registrato dai video amatoriali mentre è in corso
un'operazione di polizia non può che fornire una rappresentazione incompleta e soggettiva dei fatti, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la convinzione di chi sta dalla parte dell'antipolizia. Giornate come questa sono importanti per fare
chiarezza su una problematica di forte attualità e che va a minare la serenità operativa del personale".
Così è intervenuto oggi l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti al convegno "Condannati a non sbagliare",
organizzato nella sede di Mib Trieste School of Management dal Sindacato autonomo di polizia (Sap) sul tema delle tutele legali, sindacali e d'immagine dell'operatore di polizia.
L'iniziativa, come è stato spiegato, nasce dal fenomeno sempre più diffuso della "gogna digitale" a cui le Forze dell'ordine
sono sottoposte in merito al loro operato, attraverso la pubblicazione sui social network di riprese multimediali
sistematiche e decontestualizzate che possono portare a giudizi parziali e affrettati da parte dell'opinione pubblica.
"Stare dalla parte delle Forze dell'ordine non significa affermare che chi opera in questo campo non commetta mai errori -
così Roberti -, bensì sostenere che eventuali sbagli vadano valutati nelle giuste sedi e modalità, non certo nelle piattaforme social. Le istituzioni, in questo, non faranno mai mancare il proprio supporto".
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Trieste Serena Tonel, il prefetto Giuseppe Petronzi, il questore
Lilia Fredella e il segretario nazionale del Sap Stefano Paoloni. Sono stati ascoltati gli approfondimenti dell'avvocato penalista
e divulgatore social Giuseppe Di Paolo e dell'istruttore di tecniche operative, tiro e operatore scorte Stefano Bartolucci.
(C.S.)








