Trieste si accende di futuro: la rivoluzione della luce smart che cambia il volto alla città
C’è una nuova luce che si prepara a ridefinire i contorni di Trieste, ed è una luce che guarda decisamente al futuro. Il capoluogo giuliano ha infatti dato il via a una metamorfosi tecnologica senza precedenti, un maxi piano di riqualificazione energetica che non si limita a illuminare meglio le nostre strade, ma promette di trasformare la città…
| Denis Locoselli | Notizie

C’è una nuova luce che si prepara a ridefinire i contorni di Trieste, ed è una luce che guarda decisamente al futuro. Il capoluogo giuliano ha infatti dato il via a una metamorfosi tecnologica senza precedenti, un maxi piano di riqualificazione energetica che non si limita a illuminare meglio le nostre strade, ma promette di trasformare la città in una vera e propria smart city.
Grazie a un’importante collaborazione tra il Comune ed Edison Next, l’intera rete dell’illuminazione pubblica sta per essere completamente rivoluzionata. Non parliamo di un semplice restyling estetico o del cambio di qualche vecchia lampadina fulminata. Il progetto è imponente e prevede la totale trasformazione di ben 21.660 corpi illuminanti.
L’obiettivo? Abbandonare i vecchi impianti obsoleti per fare spazio a tecnologie di ultima generazione capaci di tagliare i consumi energetici e le emissioni di CO₂ del 70%. Una svolta ecologica radicale che dimostra come la sostenibilità possa camminare di pari passo con l’innovazione. La strategia scelta per i lavori racconta molto dello spirito di questo progetto, che ha deciso di mettere al centro il benessere quotidiano dei cittadini partendo dalle aree che spesso si sentono meno considerate.
Gli interventi, infatti, sono scattati capillarmente dai rioni periferici: nei primi dieci mesi verranno sostituiti oltre 16.500 punti luce fuori dal centro, portando subito una visibilità nitida e una maggiore sicurezza percepita nei quartieri. Solo in un secondo momento la nuova luce toccherà il centro storico e le sue piazze monumentali. Qui la sfida sarà ancora più affascinante, poiché ogni intervento sui circa 4.500 lampioni storici avverrà d’intesa con la Soprintendenza, per valorizzare l’identità architettonica della città senza alterarne il fascino senza tempo.
A tutto questo si aggiungerà l’installazione di 650 nuovi lampioni posizionati nei punti più critici, come incroci, gallerie e attraversamenti pedonali, azzerando le zone d'ombra. Ma cosa rende davvero "intelligente" questa nuova illuminazione? La risposta sta in un piccolissimo cervello digitale. Oltre 20.600 lampioni saranno infatti dotati di un sistema di telecontrollo "punto-punto". Questo significa che ogni singolo lampione sarà connesso in tempo reale con una centrale operativa, capace non solo di regolare l’intensità della luce a seconda del traffico o delle condizioni meteo, ma anche di segnalare un eventuale guasto in tempo reale, permettendo ai tecnici di intervenire spesso prima ancora che i residenti si accorgano del problema.I benefici di questa rivoluzione si faranno sentire sia nell'aria che respiriamo, sia nelle casse pubbliche. Dal punto di vista ambientale, il passaggio definitivo ai LED eviterà l'emissione di circa 3.900 tonnellate di CO₂ all'anno.
Sul fronte economico, il drastico taglio della bolletta elettrica comunale non graverà sulle tasche dei cittadini: l'accordo di concessione, della durata di 13 anni, prevede infatti che tutti gli investimenti tecnologici siano a totale carico del partner privato. Trieste si prepara così a farsi ammirare sotto una veste del tutto nuova: una città più sicura da vivere la sera, decisamente più ecologica e pronta a guidare la transizione digitale.










