Porto, Cisint: servono investimenti infrastrutturali e banchine più sicure
Sicurezza delle banchine, governance del porto di Monfalcone e competitività del sistema logistico dell'Alto Adriatico. Sono questi i fronti sui quali Anna Maria Cisint, vicesegretario della Lega ed europarlamentare, chiede un cambio di passo e investimenti dedicati, ricordando che a Bruxelles sta “già lavorando anche con il Commissario per le nec…
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Sicurezza delle banchine, governance del porto di Monfalcone e competitività del sistema logistico dell'Alto Adriatico. Sono questi i fronti sui quali Anna Maria Cisint, vicesegretario della Lega ed europarlamentare, chiede un cambio di passo e investimenti dedicati, ricordando che a Bruxelles sta “già lavorando anche con il Commissario per le necessarie modifiche dell’impianto Ets”. Affrontato anche il nodo della prossima saturazione della rete ferroviaria, generata dell’aumento dei traffici dei porti di Monfalcone e Trieste.
Le richieste sono state avanzate questa mattina nel corso della riunione dell'Organismo di partenariato della risorsa mare e del Comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, alla quale Cisint ha partecipato in rappresentanza del Comune di Monfalcone, come consigliere comunale delegato all'Economia del Mare.
Sul fronte locale, Cisint ha espresso una valutazione complessivamente positiva del lavoro dell'Autorità portuale, ma ha indicato alcune priorità che ritiene non più rinviabili.
La prima riguarda il rifacimento del tratto di banchina più deteriorato e delle relative asfaltature, un intervento già stimato in circa 20 milioni di euro ma non inserito tra gli obiettivi del Piano operativo triennale 2026-2028 se non in piccola parte.
Secondo Cisint “non si tratta solo di un'opera infrastrutturale, ma di una questione di sicurezza. Ogni giorno lavoratori e mezzi pesanti operano su una banchina che presenta criticità evidenti e che deve essere riqualificata quanto prima”.
Nel corso della seduta è stato approvato il Piano operativo triennale 2026-2028. Cisint ha riconosciuto “il valore del lavoro svolto nella predisposizione delle nuove schede progettuali, sia per gli interventi finanziati sia per quelli programmati”, ma ha motivato la propria astensione per “l'assenza di alcuni obiettivi già inseriti in precedenti piani operativi”.
Tra le richieste di Cisint, oltre alla messa in sicurezza della banchina, la nomina di un direttore per il porto di Monfalcone e la rapida messa in esercizio della darsena tecnico-nautica per i mezzi di sicurezza: “Monfalcone sta crescendo rapidamente. Proprio per questo ha bisogno di una struttura gestionale adeguata e di decisioni coerenti con il suo sviluppo. Il piano regolatore approvato deve dare impulso ulteriore con l’applicazione di una visione di sviluppo non rinviabile”.
L'incontro è stato anche l'occasione per affrontare alcuni dossier europei, sui quali Cisint opera come componente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo.
Il primo riguarda la revisione del sistema ETS: “Continuerò – garantisce Cisint - a chiedere una modifica di una misura europea che sta penalizzando la competitività dei nostri porti e delle nostre imprese”.
Il secondo riguarda le reti Ten-t: “Con gli investimenti in corso negli scali di Monfalcone e Trieste- chiude l’europarlamentare leghista- il rischio di saturazione della linea ferroviaria principale deve essere affrontato prima che diventi un collo di bottiglia. È un tema che porterò all'attenzione delle istituzioni europee, perché senza infrastrutture adeguate anche la crescita dei porti rischia di essere frenata e i corridoi e le connessioni sono sempre più importanti”.
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