Servizio idrico di Trieste: la Regione accelera sull’iter per garantire chiarezza, investimenti e tutela occupazionale

La Regione Friuli Venezia Giulia punta a chiudere nei tempi previsti il percorso per il futuro del servizio idrico integrato di Trieste, con l’obiettivo di evitare proroghe, contenziosi e incertezze per oltre mille lavoratori. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro, intervenendo durante la Commissione riunitasi in municipio. La linea indicata dall’amministrazione regionale si fonda sul rispetto dei ruoli istituzionali, con le decisioni che dovranno essere assunte nelle sedi competenti, a partire dalle Assemblee di Ausir.
Tra i punti centrali emerge la necessità di garantire investimenti adeguati, considerata la complessità del territorio triestino, caratterizzato da forti dislivelli che richiedono una gestione tecnica avanzata. La nuova concessione dovrà quindi poggiare su una solida capacità finanziaria per assicurare standard elevati e continuità del servizio. Accanto agli aspetti infrastrutturali, la Regione conferma la priorità della tutela occupazionale, ritenuta imprescindibile per salvaguardare competenze e professionalità.
Sul piano strategico, l’amministrazione guarda a un modello che favorisca aggregazioni e la possibile creazione di una multiutility, pur precisando che l’attuale affidamento definirà la formula più adatta senza forzature. Eventuali valutazioni su modelli in-house dovranno essere condotte con rigore tecnico ed economico da Ausir e dagli enti locali. La Regione continuerà a monitorare il percorso, sollecitando la governance affinché vengano fornite rapidamente tutte le informazioni necessarie per garantire un iter chiaro e spedito.
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