La montagna in mostra negli scatti di Ulderica Da Pozzo

Inaugurata domenica 3 agosto presso il Museo Etnografico Palazzo Veneziano di Malborghetto (UD) la mostra PASSAGGI-Sul fil dal timp è frutto della ricerca antropologica intragenerazionale di Ulderica Da Pozzo, supportata da ricercatori e documentaristi e da Border Studio, fondamentale per l’articolazione del percorso narrativo-visivo dell’allestimento.
L’esposizione è parte del progetto “Passaggi nelle terre alte” e nasce dal desiderio di mantenere viva l’indagine avviata da Ulderica Da Pozzo a partire dagli anni Settanta attraverso fotografie, racconti e interviste.
Si articolerà nella sezione principale ovvero il già citato Museo Etnografico di Malborghetto e, per un’esperienza maggiormente immersiva, in una serie di installazioni diffuse presso alcune malghe della zona: Malga Zermula, Malga Gerona, Rifugio Chiadinas, Malga Pozôf e Malga Losa.
Gli scatti documentano una realtà di lavoro e tenacia a stretto contatto con la natura: prati, cime, malghe in pietra, ma soprattutto volti e vite che in quei luoghi si sono amorevolmente consumati.
In mostra sono soprattutto i cambiamenti socio-culturali delle comunità montane: l’evoluzione delle pratiche produttive, il declino di antichi saperi, la resilienza di alcuni microcosmi familiari che abitano la montagna, l’importanza crescente del ruolo delle donne, il rischio di abbandono di alcune realtà e i profondi mutamenti del paesaggio alpino.
Immagini e voci di malgari, storie di vita vissuta, ricordi e usanze: un patrimonio prezioso che ora è in mano ai nuovi protagonisti dell’alpeggio, i giovani chiamati a reinventare questi mestieri antichi.
Esistenze catturate senza filtri, con la naturalezza che più si addice a tali luoghi.
Nelle parole della fotografa etno-antropologica Da Pozzo: “Per me fotografare è una magia. La macchina è solo un oggetto, un mezzo. Sono cresciuta in mezzo alla natura. Ho imparato a respirare quest’aria di montagna, a riconoscere i passaggi di stagione, a sentire se cambiava il tempo... Ho sempre cercato di mantenere questa spontaneità. Anzi, credo che una parte del mio cervello non si sia mai sviluppata e mi ha lasciata un po’ bambina.”
La mostra rimarrà aperta fino al 7 settembre. La sezione presso il Museo Etnografico Palazzo Veneziano (Via Bamberga 53) è visitabile dal martedì alla domenica, con orario 10.30-12.30 e 15.00-18.00.
L’iniziativa è promossa da Border Studio, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Comunità di montagna Canal del Ferro e Val Canale, la Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale, la Comunità di montagna della Carnia e l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società.
Martina D’Adamo







