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Il "ventre molle" d’Europa trema ancora: l'asse Serbia-Kosovo tra guerre dell'acqua e veti incrociati

I Balcani Occidentali tornano a confermarsi il quadrante geopolitico più fragile del continente. Al centro della faglia sismica europea c’è il mai risolto scontro tra Belgrado e Pristina. L'asse di instabilità tra Serbia e Kosovo rischia di trasformarsi nel principale innesco securitario dell'area. Un mix esplosivo alimentato da dispute idriche…
 |  Denis Locoselli  |  Geopolitica
I Balcani Occidentali tornano a confermarsi il quadrante geopolitico più fragile del continente.
Al centro della faglia sismica europea c’è il mai risolto scontro tra Belgrado e Pristina. L'asse di instabilità tra Serbia e Kosovo rischia di trasformarsi nel principale innesco securitario dell'area. Un mix esplosivo alimentato da dispute idriche, ponti contesi e un dialogo diplomatico congelato.
 
La tensione si è spostata sulla gestione delle risorse idriche della diga di Gazivoda. Questa infrastruttura è vitale per la sopravvivenza economica del Kosovo. Essa alimenta le centrali elettriche e garantisce la rete idrica nazionale. Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha ventilato possibili deviazioni del fiume Ibar. L'ipotesi ha innescato una durissima reazione a Pristina. Il governo kosovaro interpreta la mossa come un potenziale ricatto strategico.
 
Allo scontro ambientale si somma la crisi dei simboli geopolitici sul terreno. Il fulcro delle tensioni resta il ponte stradale sull'Ibar a Mitrovica. La struttura divide la comunità serba da quella albanese. Il governo kosovaro spinge per la sua completa riapertura. Belgrado vi si oppone fermamente. Vučić ha esortato il Segretario Generale della NATO Mark Rutte a intervenire tramite la missione KFOR. L'obiettivo serbo è bloccare le azioni unilaterali della polizia kosovara.
 
Sullo sfondo resta il totale fallimento del processo di normalizzazione diplomatica. Bruxelles ha parzialmente alleggerito le contromisure economiche contro Pristina. Nonostante ciò, il governo di Albin Kurti non intende arretrare. Il premier kosovaro rifiuta qualsiasi passo indietro senza un formale riconoscimento di sovranità da parte serba. Belgrado esclude categoricamente questa opzione. Il dialogo bilaterale è di fatto congelato, lasciando il cuore dei Balcani in un limbo ad altissimo rischio di escalation.
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