La bussola perduta d’Europa nel labirinto globale
L’Unione Europea si trova oggi ad affrontare la tempesta più insidiosa della sua storia recente. Il Vecchio Continente, abituato a muoversi sotto l’ombrello protettivo della sicurezza americana e a prosperare grazie alle regole del libero mercato globale, scopre improvvisamente che quelle certezze sono svanite. Schiacciata tra la nuova postura tra…
| Denis Locoselli | Geopolitica
L’Unione Europea si trova oggi ad affrontare la tempesta più insidiosa della sua storia recente. Il Vecchio Continente, abituato a muoversi sotto l’ombrello protettivo della sicurezza americana e a prosperare grazie alle regole del libero mercato globale, scopre improvvisamente che quelle certezze sono svanite. Schiacciata tra la nuova postura transazionale di Washington, che non fa più sconti e minaccia dazi pesanti, e l'aggressività commerciale di Pechino, capace di saturare i mercati con tecnologie avanzate a basso costo, l’Europa rischia di trasformarsi da attore geopolitico a semplice terreno di scontro.
A mancare è prima di tutto una guida interna coerente. Lo storico asse franco-tedesco, che per decenni ha dettato la linea e trainato l'integrazione nei momenti di crisi, appare oggi paralizzato da profonde instabilità politiche ed economiche nei rispettivi Paesi. Senza questo motore, l'Unione si frammenta in blocchi dagli interessi divergenti: i Paesi dell'Est focalizzano ogni energia sulla militarizzazione in chiave difensiva, il Sud reclama margini di manovra finanziaria per non affogare i propri sistemi sociali, mentre il Nord frena sull'ipotesi di emettere nuovo debito comune per finanziare una difesa europea integrata.
Questa assenza di una visione condivisa sta spingendo gli Stati membri verso un pragmatismo frammentato, fatto di alleanze regionali a geometrie variabili. Se da un lato questo approccio permette di gestire le emergenze immediate, dall'altro svuota di significato la forza negoziale dell'intera Unione. In un pianeta che ha abbandonato il multilateralismo per tornare ai rapporti di forza puri, un'Europa divisa rischia di non trovare più la sua strada, subendo le decisioni prese altrove invece di contribuire a scriverle.





