Il ritorno a casa del gigante del mare: Nave Trieste riabbraccia il suo golfo
C'è qualcosa di profondamente suggestivo nel vedere una nave che porta il nome di una città fare il suo ingresso proprio in quel porto.
Nella tarda serata di ieri, sabato 12 settembre, gli abitanti di Trieste hanno potuto assistere a questo spettacolo: la Nave Trieste, il gioiello tecnologico e l'ammiraglia della Marina Militare italiana, è sc…
| Denis Locoselli | Approfondimenti
C'è qualcosa di profondamente suggestivo nel vedere una nave che porta il nome di una città fare il suo ingresso proprio in quel porto.
Nella tarda serata di ieri, sabato 12 settembre, gli abitanti di Trieste hanno potuto assistere a questo spettacolo: la Nave Trieste, il gioiello tecnologico e l'ammiraglia della Marina Militare italiana, è scivolata silenziosamente nelle acque del golfo giuliano. Per chi ama il mare e la storia navale, l'evento ha riacceso quell'orgoglio speciale che solo le grandi navi sanno trasmettere, soprattutto considerando che è passato quasi un anno da quando la città ha celebrato la consegna della Bandiera di Combattimento a questa straordinaria unità militare.
Questa volta non ci saranno grandi sfilate istituzionali sul molo o cerimonie sfarzose. Il colosso è tornato a casa per motivi molto più pratici: una sosta tecnica programmata. La nave rimarrà in cantiere in città per circa un mese per una serie di interventi logistici e di manutenzione, occupando il bacino e stringendo ancora di più il legame tra il territorio e la grande cantieristica nazionale.
Vederla ormeggiata offre però l'occasione perfetta per riflettere su cosa sia davvero questo scafo straordinario. Non parliamo di una semplice imbarcazione, ma della più grande unità della Marina Militare costruita dal dopoguerra a oggi. Con i suoi 245 metri di lunghezza e oltre 38.000 tonnellate di dislocamento, la Nave Trieste è a tutti gli effetti una città galleggiante. È nata come unità d'assalto anfibia multiruolo (LHD), una definizione tecnica che nasconde una versatilità incredibile. Da un lato ha un'anima strettamente operativa, con un ponte di volo da 230 metri dotato di "Sky Jump" per elicotteri e caccia F-35B, e un bacino allagabile interno per lanciare mezzi da sbarco. Dall'altro lato, possiede un'anima profondamente umanitaria: la nave ospita infatti un ospedale di bordo completo di sale operatorie e terapia intensiva, pronto a intervenire ovunque nel mondo in caso di calamità naturali.
Mentre la sagoma imponente della Trieste ridefinisce l'orizzonte del golfo per le prossime settimane, la città si prepara già a vivere altre emozioni legate al mare. Il mese di ottobre vedrà infatti l'arrivo dell'Amerigo Vespucci proprio nei giorni caldi della celebre Barcolana. Nel frattempo, i triestini e i turisti possono godersi lo spettacolo di questo gigante d'acciaio che, prima di ripartire per difendere i mari e portare aiuto dove serve, ha scelto di riposarsi nel porto da cui prende fieramente il nome.








